Quando l’auto non c’è: musica in metropolitana

 

Stamattina niente tangenziale, la mia 5 black aveva bisogno di scarpe nuove e quindi è stata abbandonata nelle mani di una gommista a fare il cambio. Ebbene si ho una gommista donna!  Capelli a spazzola bianco naturale, viaggia a cavallo di una Harley Davidson pazzesca e si districa tra lavoro e famiglia come tante di noi.
Lasciato la mia piccolina nelle sapienti mani della Brunella, mi sono infilata sull’autobus per Milano.
Cuffiette con la mia musica preferita, evviva Spotify che ti da tutto ma proprio tutto quello che vuoi e via nel traffico finalmente senza pensieri.
Certo perchè, a differenza dei miei viaggi in auto, ho potuto chattare con le girls, mandare un paio di email e osservare l’umanità attorno a me, ho potuto lasciare andare i pensieri senza paura, ricordare cose, episodi e parole. 

Tante parole buttate li a caso che sembravano non aver interferito con la mente e invece porca miseria si erano infilate dentro senza chiedere il permesso. Tanti non, tanti ma chi te lo fa fare, ma fai come tutti gli altri : ho contato ed erano più i non fare e i non dire piuttosto che i fai, vai, coraggio, buttati che sei brava, dai che andrà bene.
Tristezza infinita? Macchè, al diavolo il tristume, a pensarci bene ho osato e parecchio nel corso della mia vita e quello che ho fatto è venuto pure bene.
Quindi? Questa cosa pazzesca del non sentirsi mai appieno soddisfatta mi ha proprio rotto le scatole.
Invece di essere fiera di me me la stavo a menare rischiando di andare a male.
E mo basta dai! Giornata uggiosa va a rompere le balle a qualcun’altra.
Quindi via i Modà e benvenuti Iron Maiden che almeno smuovono la nebbia dal cervello.
Ma quanto mi piaccio in questi ultimi tempi.
C,

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